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- Monitoraggio del Piano Strategico dell'Università di Palermo 2010 - 2014
- Relazione sui risultati delle attività di ricerca, di formazione e di trasferimento tecnologico
- Elenco responsabili trattamento dati personali d'Ateneo
Biologia cellulare e dello Sviluppo 'Alberto Monroy'
Il dipartimento di Biologia cellulare e dello Sviluppo “Alberto Monroy” (Dbcs) è intitolato a colui che fondò l’Istituto di Anatomia Comparata, nucleo iniziale di questa struttura. Nasce nel 1984, assorbendo gli Istituti di Genetica e di Fisiologia. Dalla sede originaria in via Archirafi, il dipartimento si è trasferito nel 1996 nell’edificio 16 di viale delle Scienze. Alberto Monroy è stato uno scienziato di fama internazionale, le cui notevoli ricerche nei campi della biologia cellulare e molecolare dello sviluppo embrionale, vengono citate in tutti i testi scientifici e didattici sia in Italia che all’estero. Vari i direttori che si sono succeduti alla guida del dipartimento: Giovanni Giudice, decano e componente dell’Accademia dei Lincei, lo ha guidato dal 1984 al 1987 e dal 1992 al 1998; Maria Letizia Vittorelli, docente di Biochimica, dal 1988 al 1991. Dal 1999 al 2008 a dirigere il dipartimento è stata la professoressa Anna Maria Rinaldi, ordinaria di Anatomia comparata. L’attuale direttore è Giovanni Spinelli, ordinario di Biologia molecolare. Il dipartimento comprende una trentina di professori, a cui vanno aggiunti altrettanti dottorandi e assegnisti di ricerca che frequentano regolarmente i laboratori del dipartimento. DBCS assicura le attività didattiche e di laboratorio agli studenti dei corsi di laurea in Scienze Biologiche, Naturali, Biotecnologia, Medicina e Chirurgia a Palermo e nelle sedi distaccate di Trapani e Caltanissetta. Alcuni docenti insegnano, inoltre, in diverse Scuole di Specializzazione. Tutti i gruppi di ricerca hanno un’esperienza più che ventennale nei campi della biologia dello sviluppo, della biologia molecolare, della genetica, dell’oncobiologia, della biochimica, della fisiologia e possiedono gli strumenti scientifici e culturali più avanzati per lo studio delle tematiche prese in esame. Quattro le macroaree di ricerca: biologia cellulare, genetica, biochimica e fisiologia. Dal team di Elena Carra, docente di Biotecnologie Cellulari arrivano nuove speranze per la cura dell’infertilità maschile. “L’infertilità – dice la Carra – quando non è provocata da patologie genetiche dipende da un malfunzionamento degli spermatozoi. Una correlazione tra la “vitalità” e la “motilità” dello sperma, indipendentemente dalla concentrazione seminale, è alla base della difficoltà a procreare dopo due anni di rapporti sessuali”. Lo studio delle proteine da stress nelle cellule staminali di topo, la loro regolazione e funzione è uno degli obiettivi del gruppo di Gabriella Sconzo, docente di Biotecnologie Cellulari. “Le cellule staminali adulte – dice la Sconzo – sono state finora riscontrate in quasi ogni tessuto dell’organismo: nella pelle, nel cervello, nel sangue, nel fegato e nel midollo osseo. Se un tessuto viene lesionato, le cellule staminali si dirigono verso il punto danneggiato favorendo il processo di guarigione. Noi ci occupiamo di vedere come si comportano le staminali in situazioni di stress cellulare, come nel caso dei tumori”. Capire i meccanismi alla base della formazione dei tumori è uno degli obiettivi dell’equipe del professore Aldo Di Leonardo, docente di Genetica. “Il nostro scopo – dice Di Leonardo – è quello di comprendere, attraverso indagini in cellule umane in coltura, cosa c’è alla base dell’instabilità cromosomica”. “I polimorfismi genetici in associazione ad abitudini alimentari e stili di vita” è una delle linee di ricerca dei professori Giusi Barbata, Giulia Sciandrello e Fabio Caradonna, docenti di Citogenetica e Mutagenesi. Analizzando il Dna di circa 500 soggetti, i tre docenti stanno cercando di capire quanto le mutazioni del Dna (dette polimorfismi) possano determinare preferenze alimentari peculiari o particolari vizi, come il fumo o l’alcool. I risultati di questo studio costituiranno la prima evidenza di polimorfismi genetici correlabili ad abitudini alimentari e stili di vita nella popolazione siciliana. La linea di ricerca della professoressa Flavia Mulè, docente di Fisiologia, è rappresentata dagli studi su “I meccanismi di controllo nervoso-ormonali della motilità intestinale”: “Studiamo – dice la Mulè - se e come gli ormoni coinvolti nel senso di fame e sazietà cambiano il funzionamento dell’intestino”. L’intensa attività di ricerca del dipartimento è testimoniata dal notevole numero dei laboratori. Quarantadue strutture all’interno delle quali si usano le più avanzate metodiche biotecnologiche e biomolecolari, indispensabili tanto nella ricerca di base per l’avanzamento delle conoscenze, quanto per l’identificazione di possibili protocolli applicabili in campo biomolecolare, farmacologico, medico e ambientale. Le ricerche realizzate negli ultimi anni nel dipartimento, alcune delle quali condotte in collaborazione con ricercatori di altre Università e centri di ricerca italiani ed esteri, sono state finanziate dal MIUR, dall’Università di Palermo, dall’Unione Europea, dal CNR, da Telethon e dall’Associazione italiana per la ricerca sul Cancro (AIRC). Il dipartimento è sede del dottorato di ricerca in Biologia Cellulare (Biologia Cellulare e dello Sviluppo), coordinato dal professore Giudice e comprendente quasi tutti i docenti del dipartimento. Inoltre, molti professori di DBCS fanno parte dei dottorati di ricerca in “Alimentazione e Nutrizione Umana”, in “Biotecnologie Applicate alla Medicina della Riproduzione ed alla Medicina Perinatale”, in “Fisiopatologia Neurosensoriale”, in “Biopatologia”, in “Oncobiologia Sperimentale”. La Biblioteca del dipartimento, nata nel 1995 in seguito al trasferimento del dipartimento in viale delle Scienze, è dotata di 11.000 volumi fra riviste specializzate e libri. E’ aperta a tutti gli studenti dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 17. Il venerdì dalle 9 alle 13.
Parole chiave: biologia cellulare, biologia genetica, biologia dello sviluppo, biotecnologia.
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