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Dipartimento di Beni Culturali
Storia della Sicilia e del Mediterraneo Antico
Responsabile: Prof.ssa Rosalia Marino
Settore di ricerca: L-ANT/01 L-ANT/02 L-ANT/03 L-A
Ciclo: XXII
Sede amministrativa : Università degli Studi di Palermo-Dipartimento di Beni Culturali Storico Archeologici Socio-Antropologici e Geografici
Sede consorziata : nessuna sede consorziata
Coordinatore: Prof.ssa Rosalia Marino
Presentazione
Lo spessore degli studi riguardanti lo sviluppo della storia politica e
culturale dei paesi del Mediterraneo nell’antichità legittima il profilo dell’attuale dottorato di
ricerca in Storia della Sicilia e del Mediterraneo antico, che aderisce in termini più espliciti
alle istanze di approfondimento che trovano terreno fertile presso organismi scientifici che a
quelle si ispirano come ad esempio le riviste internazionali di studi Mediterraneo antico
(Università degli Studi di Roma “La Sapienza”); Kokalos: Rivista di Studi sulla Sicilia Antica
(Università degli Studi di Palermo); Hesperia: Collana di studi sulla grecità d’Occidente
(Università degli Studi di Padova); Studi sull’area elima (Scuola Normale Superiore di Pisa).
La dilatazione degli spazi esplorativi a tutte quelle realtà – politiche, sociali e
culturali- coinvolte nei processi di formazione e di sviluppo approdati nel corso di lunghi secoli
all’idea di un’Europa quale nozione politica, permette di ripercorrere il complesso itinerario del
dinamismo storico che connotò le vicende del Mediterraneo nell’antichità.
La grande cesura politica e culturale prodotta dalla diffusione capillare del Cristianesimo
nell’area mediterranea costituisce inoltre terreno privilegiato d’indagine su uno dei momenti
cruciali della storia della civiltà che l’occhio smagato di studiosi aperti alla polimorfia
disciplinare può penetrare , affrancandone la lettura da qualsiasi pregiudizio.
La complessità dei percorsi storici che rivela l’intreccio indissolubile tra continuità e
discontinuità esige analisi sincroniche e diacroniche quale premessa necessaria ad una visione di
sintesi che i curricula in cui si articola il dottorato potranno esprimere.
Curriculum 1) Storiografia greca e romana
Momento centrale dell’ambito euristico individuato per la formazione di nuove competenze
scientifiche, il curriculum storiografico consente di dare risposte alle numerose domande dello
storico sugli incunaboli di una percorso millenario che ha reso visibile nel suo farsi il fitto
intreccio che ha legato le vicende dei paesi del Mediterraneo.
La riflessione degli storici antichi, pur se ancorata spesso ad una visione di tipo
evenemenziale, ci consegna il clima politico e ideologico delle varie realtà che popolarono il
caleidoscopico mondo mediterraneo nel quale la Sicilia assolse la funzione di un vero e proprio
laboratorio di soluzioni istituzionali originali, oltre che paradigmatiche.
Tale orientamento curriculare è supportato dalle riviste che si pubblicano nella sez. Storica
del Dipartimento di Beni Culturali: Kokalos, Mythos, Thalassa, Hormos (quest’ultima aperta anche
all’attività scientifica dei dottorandi).
Curriculum 2) Economia, Società e cultura nei paesi del Mediterraneo antico
I circuiti commerciali, la circolazione monetaria, le politiche economiche adattate di volta
in volta alle strutture sociali e ai sistemi di produzione costituiscono l’ossatura dei processi di
crescita e di aggregazione degli Stati del Mediterraneo antico. Paradigmatico delle logiche
dirigistiche che imbrigliavano lo sviluppo delle numerose regioni dell’impero mediterraneo in età
romana è il caso siciliano che, con l’applicazione su larga scala del sistema schiavile, orientò
gli investimenti in agricoltura dei ceti aristocratici romani, accelerando i processi di
cambiamento verso il colonato.
I sistemi viari, ricostruibili attraverso gli Itineraria, oltre che sporadicamente sulle
testimonianze archeologiche, i reperti monetali che scandiscono i tempi delle politiche economiche,
le tracce più o meno cospicue di infrastrutture urbane e/o rurali concorrono a restituirci il
profilo ancora sfumato dei livelli e degli stili di vita delle società antiche, la cui storia è
anche la risposta alle aspettative di sviluppo economico di autoaffermazione.
Una tradizione di studi ormai consolidata invita ad approfondire anche alcuni nodi del
pensiero antico in relazione agli esiti prodotti sulle società del tempo.
In questa prospettiva appare particolarmente interessante indagare sulla centralità del
fenomeno teatrale e letterario in genere a Roma, di confronto di mentalità, di circolazione di
idee.
Il teatro e più in generale la letteratura latina costituiscono infatti un sicuro momento di
elaborazione di idee ma anche, per così dire, di produzione di nuovi messaggi che a più riprese
hanno orientato il dibattito critico.
Curriculum 3) Religioni del Mediterraneo Antico
All’interno delle società umane lo studio dei culti e dei miti mette in luce un sistema di
logica esplicativa che consente agli uomini di affrontare tutti quegli eventi che sfuggono al ritmo
normale dell'esistenza e al controllo. Nel Mediterraneo antico è facile, a questo proposito,
osservare l’emergenza e la diffusione di un sistema politeistico per sua stessa natura fluido,
capace di rivelare all’indagine un complesso intreccio di diffrazioni e di interferenze,
individuabili in campi di densità simbolica e sociale. Gli dei esprimono, attraverso le tradizioni
mitiche che li riguardano e le modalità cultuali, un quadro di collegialità e reciprocità tra le
diverse divinità, e tra le divinità stesse e gli uomini, che si colloca in un orizzonte di
mediazione e di comunicazione. Anche attraverso questo ambito di ricerca è possibile riconoscere in
filigrana le linee di sviluppo delle società antiche, le concezioni e i quadri cognitivi degli
uomini che ne facevano parte.
La Sicilia antica non solo non si sottrae a questa ricchezza di dati e possibilità
interpretative, ma si presenta come un laboratorio privilegiato, durante tutto l’arco cronologico
che ci è stato documentato, per l’osservazione e lo studio di questi aspetti. L’eccezionale
affollamento di culti e tradizioni mitiche non può del resto stupire in un’area che, da iniziale
luogo di frontiera all’inizio della colonizzazione, diventa gradualmente un territorio di cerniera
e di scambio osmotico, tanto a livello culturale in generale che storico-religioso in particolare,
tra aree e contesti appartenenti a tutto il Mediterraneo.
Ad arricchire un quadro già complesso e articolato, nel suo lungo sviluppo storico, non vanno
trascurate (accanto all’“ovvia” preponderanza della documentazione greca e romana, e
successivamente “orientale”) le poche tracce di religiosità indigena e la presenza dell’elemento
fenicio-punico: esse rivelano fenomeni di persistenza e radicamento che consentono una riflessione
accurata e di grande utilità (anche metodologica) sui problemi delle continuità e delle
discontinuità, nel quadro del più generale interesse storiografico per tali questioni.
Inoltre l’irrompere sulla scena geopolitica del messaggio evangelico costituì una forte
cesura culturale ma anche politica e produsse notevoli cambiamenti della mentalità che si
riverberarono nel concetto stesso di potere e negli equilibri sociali.
Da questo punto di vista gli approfondimenti sugli elementi di discontinuità introdotti dalla
diffusione della nuova fede rappresenta uno degli assi portanti del curriculum.
Elenco dottorandi
Bennardo Annalisa
Concordia Maria Grazia
Gelarda Igor
Marotta Giulia
Martorana Fabio
Vacanti Claudio
Vinci Marco
Visconti Girolamo
Materiale didattico
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